Garbage Group sbarca nel Golfo di Gaeta con il progetto “Patto del Grande Blue”

In azione per 2 mesi nelle acque del Golfo il battello full electric E- Pelikan. ‘Patto del Grande Blue': il progetto che coinvolge Provincia di Latina e i Comuni di Formia, Gaeta e Minturno

Formia 12 luglio 2023 - E’ stato presentato questa mattina presso il Comune di Formia il progetto ‘Patto del Grande Blue’, iniziativa con la quale la Provincia, a fronte degli obiettivi di qualità dettati dal Piano di Tutela Acque Regionali, insieme ai Comuni di Formia, Gaeta e Minturno, ha individuato il Golfo di Gaeta quale area pilota per lo sviluppo di progetti connessi alla blue economy.

Il progetto prevede la presenza di un battello spazzamare elettrico che avrà l’obiettivo di raccogliere le plastiche, le schiume e monitorare la presenza sui fondali di cumuli di rifiuti nei mesi di luglio e agosto. Al progetto, teso alla tutela ambientale e allo sviluppo sostenibile del nostro territorio, hanno aderito tra gli altri, la Guardia di Finanza, la Guardia Costiera di Formia e la Capitaneria di Porto di Gaeta. Alla presentazione del protocollo di intesa che sancisce l’avvio del progetto erano presenti il presidente della Provincia Gerardo Stefanelli, il sindaco di Gaeta Cristian Leccese, l’assessore all’ambiente del Comune di Formia Eleonora Zangrillo, il responsabile della Capitaneria di Porto di Gaeta Angelo Napolitano, il dirigente della Provincia Massimo Monaccelli e la responsabile Area Vasta Marina Chiota.

“Garbage Group sbarca nella provincia di Latina – ha sottolineato Paolo Baldoni, CEO di Garbage Group – e lo fa con la sua unità navale più nuova e innovativa: l’E-Pelikan. Un battello full electric che per 2 mesi dal 10 luglio al 10 settembre presterà servizio operativo nelle acque di Minturno Formia e Gaeta. L’E-Pelikan è la prima imbarcazione nel suo genere al mondo dotata di propulsione elettrica, figlia di anni di ricerca e sviluppo fatta dall’azienda in collaborazione con università e centri di ricerca. Un esempio concreto dei processi di decarbonizzazione nel settore marittimo e cantieristico. Droni per la per la sorveglianza e la rilevazione di rifiuti galleggianti in mare, ROV sottomarino per scannerizzare i fondali e geo referenziare i rifiuti e kit antinquinamento per schiume, idrocarburi, sostanze grasse e oleose in superficie e semi sommerse fanno del natante un vero e proprio “Sistema Pelikan” che permette di raccogliere ogni genere di rifiuti in mare in particolare la plastica. L’azione messa in campo va nel senso giusto. I risultati dei primi interventi di questa mattina sulle scie sono ottimi. Il tema delle microplastiche è la vera sfida dei prossimi anni”.

“Quello di oggi – ha sottolineato il presidente Stefanelli – è il primo passo Patto del Grande Blu mettiamo in campo un protocollo intesa per salvaguardare mare alcune azioni in linea con gli obiettivi europei. La prima barca elettrica al mondo è entrata in azione nelle acque del golfo di Gaeta. A questo si aggiunge l’analisi della qualità delle acque in tempo reale. Abbiamo voluto raccogliere il grido di allarme di cittadini e associazioni e avviare il progetto in maniera sperimentale, progetto che porterà benefici all’intero sistema economico dell’area in interessate. Da settembre faremo partire fiumi plastic free per intercettare rifiuti plastica che dai canali finiscono in mare: tale azione va effettuata su tutti corsi d’acqua in linea con le caratteristiche dei corsi acqua quindi il nostro obiettivo è dotare entro il prossimo anno di dotare dei filtri i corsi d’acqua”.

L’assessora all’ambiente di Formia Zangrillo ha sottolineato l’importanza di questo “nuovo step nel percorso tutela acque del golfo nostro territorio lavora in sinergia questa la nostra forza”.

Il sindaco di Gaeta Leccese ha evidenziato come la Provincia abbia messo in campo un’azione che punta a dare concretezza all’obiettivo della salvaguardia dell'ambiente e alla tutela delle acque in un lavoro che coinvolge l’intero comprensorio. “Grazie alla Capitaneria di Porto e alla società che mette a disposizione il mezzo spazzamare – ha aggiunto - oggi con questo protocollo mettiamo in campo politiche concrete che intendiamo portare avanti per salvaguardare il nostro patrimonio più importante”.

Il responsabile di Area vasta della Provincia Marina Chiota ha ricordato il percorso intrapreso con la proposta ai sindaci di una serie di azioni sulle coste e per la tutela delle acque attraverso il recupero della plastica. “C’è in itinere anche un progetto che prevede azioni coordinate con coinvolgimento Cnr e quello del recupero delle cicche di sigarette, rifiuto molto difficile da gestire. L’obiettivo da raggiungere appartiene all’intera comunità”.

Il comandante della Capitaneria di Porto di Gaeta Napolitano ha ricordato il ruolo svolto soprattutto durante la stagione estiva. ““Riceviamo numerose segnalazioni sull’inquinamento delle acque – ha spiegato – visto che tra le nostre competenze c’è anche la tutela ambientale. E’ partita in questi giorni l’operazione ‘Mare sicuro’ a tutela dei bagnanti, diportisti e difesa dell’ambiente marino”.


Garbage Group, XMasters e Blue Economy

Sono due i workshop dedicati alla Blue Economy che l’azienda terrà presso la Green Area del super evento senigalliese

Ancona 19 luglio 2022 – Garbage Group sarà protagonista a XMasters insieme al Club Nautico di Senigallia nella Green Area giovedì 21 e venerdì 22 con due workshop dedicati alla tutela dell’ambiente marino e alla Blue Economy.
Sport, adrenalina, benessere, inclusione e sostenibilità sono gli elementi che caratterizzano l’undicesima edizione della kermesse iniziata il 16 luglio e che terminerà il 24 che anima come ogni anno il litorale nord di Senigallia in un’area di oltre 40 mila metri quadrati su Lungomare Mameli 149.

Il primo incontro dal titolo “Plastica in mare sistemi di recupero, riciclo e rigenerazione” sarà tenuto da Gabriele Costantini responsabile Comunicazione e Marketing del Gruppo alle ore 10.00 di giovedì 21 luglio, il secondo “Microplastica impatto ambientale marittimo e fluviale” è previsto per venerdì 22 alle ore 17.00 e vedrà come relatore Simone Tombolesi Responsabile Tecnico di Garbage. “Per il nostro Gruppo che da oltre 60 anni si prende cura e protegge l’ambiente marino in Italia e all’estero è un vero piacere – ha dichiarato Gabriele Costantini – contribuire con le nostre esperienze in un evento che ha nel DNA lo sport acquatico.

Con circa 10 milioni di tonnellate di plastica che si riversano in mare ogni anno, l’inquinamento da plastica è diventato uno dei problemi ambientali più urgenti da affrontare. Le istituzioni nazionali e internazionali, il mondo della ricerca e le imprese di settore come la nostra stanno mettendo in campo alcune soluzioni pratiche per arginare il fenomeno attraverso processi di Circular Economy, ma il sostegno e la consapevolezza di tutti i cittadini è un elemento imprescindibile per riuscire a ridurre l’impatto di questa sostanza inquinante nel nostro mare”. “Il problema delle plastiche nasce a terra e si trasferisce in mare – ha rilevato Simone Tombolesi – e non sono poche le norme e modalità di gestione di questi rifiuti che quotidianamente trattiamo. Riutilizzo, ricerca di prodotti alternativi a minor impatto, miglioramento della gestione dei rifiuti e incremento del riciclo sono oggi la via maestra per uscire da questa impasse”.

L’edizione 2022 di XMasters shared by Radio Deejay e m2o è organizzata da Skills Comunicazione con il sostegno di Regione Marche, Confartigianato Marche, FIV (Federazione Italiana Vela), Associazione CKWI (Classe Kiteboarding e Wingsport Italia), Comitato Italiano Paralimpico (CIP) Marche e INAIL Marche. Tutte le info sono disponibili sui canali social (Facebook, Instagram e Youtube) ‘XMasters Action Sport & Music Show’ e sul sito ufficiale www.xmasters.it


Il Sistema Pelikan protagonista del primo ECO SEA CROATIA

Garbage Group, insieme a subacquei, archeologi e biologi puliscono il mare di Zara in una bella giornata di educazione ambientale

Zara 06 novembre 2021 – Il Sistema Pelikan si internazionalizza sempre più e sbarca con il format “Blue Resilience” sulle coste della Croazia, nello specifico a Zara. Si è tenuto a fine ottobre il primo ECO SEA CROATIA con l’obiettivo di migliorare la qualità delle acque e delle spiagge della riviera zaratina attraverso un sodalizio rivolto alla tutela e alla salvaguardia delle aree marine e del loro habitat. L’evento è stato organizzato dalla KDP Donat, società di nuoto open water di Zara grazie al sostegno del presidente Dražen Adžić, RK Sv. Roko, società subacquei di Bibinje, Zadar di cui è presidente Đani Iglić, una realtà importante che realizza oltre 15 azioni di pulizia dei fondali all’anno che ha al suo interno fotografi, biologi marini e archeologi che hanno contribuito alla pubblicazione di un manuale sul tema utilizzato in tutto il mondo. L’evento è stato, inoltre patrocinato da MO Arbanasi, circoscrizione di Arbanasi, Zara di cui è presidente Zvonimir Rogić.

Oltre 100 persone per un’intensa giornata di pulizia del mare, del suo fondale e spiaggia che ha visto il coinvolgimento di aziende specializzate nel settore, volontari e la società civile. Presente fra i tanti intervenuti anche l’ex Ministro del Mare Trasporti e Infrastrutture croato Božidar Kalmeta. Una giornata che ha visto partecipare anche i più piccoli con lavori didattici di disegno sul tema e, grazie al Međunarodnog centra za podvodnu arheologiju, gli archeologi del centro internazionale di archeologia subacquea di Zara, l’archeologa Zdenka Vrgoč ha tenuto un laboratorio di ceramica in cui i bambini hanno ricomposto i vasi di ceramica che si trovano sui fondali marini e Alen Petani ha invece improntato una lezione di malacofauna.

“Una grande prima anche qui sull’altra sponda dell’Adriatico – ha dichiarato Paolo Baldoni CEO di Garbage Group – che richiama ad un concetto a me molto caro: le attività di disinquinamento in mare non hanno confini e, quindi, richiedono una visione transnazionale della risoluzione dei problemi. In un’acqua dalle rarissime proprietà di trasparenza e bellezza, il nostro Gruppo insieme a volontari e società civile ha raccolto e studiato molto materiale e dato un bel segnale di cooperazione transnazionale sul tema dell’inquinamento in mare. Tantissimi anche i bambini presenti all’iniziativa che hanno, per una volta, coinvolto i loro genitori. Sono, infatti, i più piccoli in genere ad osservare rigorosamente le norme che riguardano la tutela dell’ambiente ed in questa occasione hanno avuto la possibilità di sperimentare sul campo ciò che hanno appreso, divertendosi allo stesso tempo, d’altronde il pianeta così come il futuro è il loro”.


Arianna Molinelli madrina del varo

Varato il nuovo Pelikan “Le Marche”

Pelikan

La barca vedrà il suo impiego operativo all’interno del progetto “Mare Circolare”: la raccolta di fondi per liberare il mare dalla plastica, tutelare la fauna ittica e la conseguente filiera alimentare nelle Marche.

Tanta innovazione anche nei sistemi accessori della nuova unità: dai droni per le perlustrazioni aeree ai ROV, i sottomarini a comando remoto, sino ad arrivare alle sonde di raccolta dati che trasformano il battello in un laboratorio scientifico galleggiante

Ancona 28 settembre 2021 – Si è tenuto lunedì 27 settembre 2021 alle ore 17.00 presso Marina Dorica al Porto di Ancona il varo di nuova unità di classe Pelikan. La cerimonia ha visto la partecipazione di numerosi esponenti del mondo della portualità anconetana e nazionale e la presenza delle istituzioni politico –amministrative, militari e religiose.

Un varo particolare poiché definito “Circolare”. La motivazione? Perché questa imbarcazione avrà il suo primo impiego operativo all’interno del progetto europeo Blue Crowdfunding, con l’iniziativa proposta da Garbage Group “Mare Circolare”.  Una campagna di raccolta fondi civica, che si sviluppa con il sostegno di Regione Marche e Svim oggi Svem unica nel suo genere, che chiama a raccolta la sensibilità collettiva in un progetto concreto, innovativo, e di sensibilizzazione che mira ad intervenire con azioni di bonifica e pulizia dei mari in quelle zone di fasce costiere che presentino particolari peculiarità ambientali o che siano in prossimità di centri urbani marchigiani di interesse turistico rilevante (Fano, Senigallia, l’area del Conero e Civitanova Marche), al fine di rimuovere gli elementi inquinanti, la plastica in primis, favorendo così la salubrità marina, funzionale alla salvaguardia della filiera ittica e della catena alimentare.

Il battello ecologico prodotto dalla sinergia fra il cantiere anconetano C.P.N. leader nella costruzione di yacht e barche da lavoro e la società di servizi antinquinamento Garbage Group specializzata nel settore dei servizi ecologici portuali dell’antinquinamento marino negli specchi acquei chiusi va ad aggiungersi alle 3 imbarcazioni oggi operanti nei porti di Ancona, Bangkok e Phuket.

Erano presenti sul palco insieme al CEO di Garbage Group Paolo Baldoni: Michele Polenta assessore all’ambiente del Comune di Ancona, Gian Mario Raggetti Presidente di Marina Dorica, Guido Vettorel dell’ADSP del Mare Adriatico Centrale, Chiara Biondi consigliere regionale, Gianmauro Melis AU di Svim oggi Svem, Gian Marco Luna Direttore CNR – IRBIM, Francesco Regoli, direttore del Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Univpm, Mons. Angelo Spina e lo Chef stellato Moreno Cedroni testimonial della campagna pubblicitaria del progetto “Mare Circolare” insieme a Giobbe Covatta collegato da remoto e, infine, i rappresentanti di Legambiente, 2hands e Komaros Sub Ancona.

“Ogni varo di una nuova imbarcazione porta con sé migliorie ed innovazioni – ha dichiarato Paolo Baldoni CEO di Garbage Group – e questa unità non fa eccezione. La prima, che si evince già dal nome Pelikan “Le Marche”, è nel suo impiego operativo, legato a un progetto europeo, un civic crowdfunding che ci permetterà di portare il contributo del nostro “Sistema Pelikan” in aree marchigiane in cui non operiamo. Al nostro fianco ci saranno, come sempre, gli enti scientifici e di ricerca che monitoreranno e studieranno il mare prima e dopo gli interventi e, infine, il mondo dei volontari, vera e propria espressione civica di un ambientalismo attivo e concreto, sia lungo le spiagge che sotto la superficie del mare. Ma le novità non finiscono qui, importanti migliorie sono state applicate a questo nuovo battello ecologico: dai droni che gli permetteranno di perlustrare più velocemente i tratti di mare durante le operazioni, ai ROV (Remotely Operated Vehicle), sottomarini a comando remoto che ci aiuteranno a lavorare sul fondale con i rifiuti sommersi. A questo aggiungiamo le sonde che saranno utilissime per monitorare lo stato di salute delle acque e comunicarle, via satellite, presso gli enti e centri di ricerca di settore”.

SCHEDA TECNICA PELIKAN “LE MARCHE”

Dimensioni:
– Lunghezza f.t. mt. 13.352
– Larghezza f.t. mt. 3.620
– Altezza di costr. mt. 2141
– Altezza per trasporto mt. 3.379 con semicabina smontata
– Altezza totale (no antenna) mt. 5.365
– Immersione mt. 1.23÷1.33
– Bordo Libero mt. 0.638
– Peso scafo (struttura) ton. 13.7
– Dislocamento a vuoto ton. 15.35
– Dislocamento in esercizio ton. 16.4
– Dislocamento max. ton. 17.8
– Velocità max. nodi 6
– Motore Volvo Penta: 2800rpm -180Hp -volt 12-Elica ø 620 /4 pale (blades)
– Apertura cono anteriore di aspirazione superficiale mt. 6,53 (versione standard)
– Ancora di emergenza parcheggiata e fissata a prora sx. sulla ringhiera.
– Cabina di Mq.3, – Coibentata, insonorizzata, climatizzata, munita di impianto stereo e di centralina barometrica.

Cesto rifiuti solidi

–Capacità: 3,5 metri cubi.

I rifiuti solidi aspirati intercettati dal Tapis-Roulant all’interno della barca, finiranno, per caduta, all’interno dell’apposito cestone di STOCCAGGIO posto al centro dell’imbarcazione; il cestone è predisposto per un rapido svuotamento dopo che sarà stato agganciato, in banchina o da chiatta di supporto, sollevato e spostato dall’imbarcazione per un rapido svuotamento, a sgancio, grazie al fondo apribile.

Servizio contenimento chiazze oleose superficiali

L’imbarcazione è predisposta per essere dotata, a poppa, di un maxi-rullo raccoglitore, a comando idraulico, per la posa in mare di 142 mt. di panne galleggianti per contenimento e imprigionamento chiazze oleose. Raccolta e rimozione di solidi galleggianti e liquami, parte della prua dell’imbarcazione è costituita da due CLAMPE apribili con comando idraulico azionato dalla cabina di comando mediante due leve.

Operando con le CLAMPE prodiere aperte e a una velocità ridotta, il battello, sfruttando il flusso di aspirazione dell’elica, raccoglierà a prora il materiale inquinante che sarà convogliato in contenitore di stoccaggio: il materiale solido sarà raccolto da un Tapis Roulant a comando idraulico. I liquami oleosi saranno raccolti con un sistema aspirante di superficie a posizionamento manuale munito di relativa cassa di separazione acqua/olio di Lt. 520. Il flusso aspirante di superficie è generato dal sistema elica/tunnel che chiudono, con un comando idraulico, i portelli laterali sottochiglia, ricavati sul tunnel stesso; detti portelli dovranno essere riaperti durante la navigazione per consentire il necessario flusso d’acqua all’elica. I rifiuti oleosi galleggianti saranno aspirati dalla superficie della ‘vasca’ (interno scafo) tramite un tubo-flex munito di bocchettone filtrante a movimentazione manuale operando, per il posizionamento, da un grigliato a poppa del cestone. L’aspirazione è comandata da un’apposita pompa-vuoto che sposta il liquido aspirato all’interno di una cassa di recupero che provvederà alla separazione dell’acqua, che a mano a mano sarà scaricata per lasciare spazio al liquame oleoso. Quando la cassa di recupero sarà piena, si dovrà provvedere allo svuotamento in banchina o a mezzo galleggiante ausiliario, collegando un tubo-flex all’apposito bocchettone standard di scarico.

Servizio dispersione chiazze di film/liquami oleosi

Per chiazze di film/liquami oleosi, lo scafo è munito di bracci porta-ugelli per spruzzare apposito liquido disperdente prelevato da apposito tank da Lt.100.


Il crowdfunding applicato alla blue economy: presentato il progetto pilota di bonifica dei mari dalla plastica.

Il crowdfunding applicato alla blue economy: presentato il progetto pilota di bonifica dei mari dalla plastica. Testimonial Moreno Cedroni e Giobbe Covatta.

Il crowdfunding applicato alla blue economy: presentato il progetto pilota di bonifica dei mari dalla plastica.

Obiettivo minimo: 40 mila euro per ripulire le zone portuali di Fano, Senigallia, Civitanova e l’area di Portonovo. Carloni: “Iniziativa concreta e da promuovere”. Carrabs: “Strumento innovativo nell’ambito di un progetto europeo”

Una raccolta di fondi, attraverso piccoli contributi, per liberare il mare dalla plastica, partendo dalle acque che bagnano le Marche, utilizzando la tecnologia marchigiana sviluppata dalla Garbage Group (azienda di servizi ecologici e marini dal 1958, armatrice del battello raccogli rifiuti Pelikan). La sperimentazione “civica” è promossa dalla Regione Marche e da Svim, nell’ambito del progetto europeo “Blue Crowdfunding”. La campagna di raccolta fondi marchigiana ha come obiettivo minimo di raggiungere 40 mila euro nei 60 giorni dall’avvio, previsto il 15 settembre, attraverso piattaforma online https://www.produzionidalbasso.com. Serviranno per pulire le aree portuali di Fano, Senigallia, Civitanova e la zona di Portonovo di Ancona. Con l’eventuale eccedenza di risorse, verranno coinvolti altri tratti di costa marchigiana. La campagna avrà due testimonial d’eccezione, da sempre legati ai temi ecologici: l’attore e scrittore Giobbe Covatta, lo chef stellato Moreno Cedroni. Avranno il compito di “smuovere le coscienze”, come è stato sottolineato nella conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa: Cedroni con piatti legati alla sostenibilità (subito anticipato un “Risotto ai rifiuti di mare” da far gustare a Covatta, con l’unico dubbio “se farlo bianco o rosso”), Covatta con la sua inarrivabile ironia (“Dobbiamo prendere coscienza che ogni settimana ci mangiamo una carta di credito”, con tutte le micro particelle che entrano nella catena alimentare). Nel suo intervento introduttivo il vicepresidente della Regione Mirco Carloni ha parlato di “un progetto concreto da promuovere perché dobbiamo tutti prendere consapevolezza della dannosità della plastica per la nostra salute. Ci fa piacere essere partner di questa iniziativa che è innovativa ed educativa, chiamando ciascuno a svolgere la propria parte, anche piccola, per fare insieme una cosa grande”. Il Crowdfunding civico, ha evidenziato l’amministratore unico Svim Gianluca Carrabs, “è uno strumento innovativo messo a disposizione di un progetto europeo per la tutela del mare e della catena alimentare, dando la possibilità a tutti i cittadini di contribuire. Anche i testimonial non sono stati scelti a caso: Giobbe ambientalista di chiara fama, Cedroni uno chef stellato che fa della qualità e dell’ecologia la bandiera dei suoi piatti”. Il Ceo di Garbage Group Paolo Baldoni ha ricordato che “la nostra attività ha oltre 60 anni di storia. Nonostante i nostri servizi siano richiesti principalmente dalle Autority portuali e pubbliche amministrazioni per ottemperare a obblighi di legge, con questo progetto abbiamo voluto metterci alla prova insieme a tutti i partecipanti poiché il problema delle plastiche in mare riguarda realmente tutti, in quanto si lega alla filiera alimentare. Ci avventuriamo in questa iniziativa, mettendo a disposizione il nostro sistema e le nostre conoscenze a servizio della prima campagna civica di crowdfunding blu sul territorio marchigiano”. Giobbe Covatta ha rimarcato come “il problema non è convincere qualcuno che il problema esiste: si sa che il problema esiste; non c’è possibilità di nascondersi, vanno individuate le soluzioni e metto a disposizione il mio splendido corpo per pubblicizzare l’iniziativa”. Cedroni ha sottolineato come il benessere ci abbia portato “a produrre, ma non a smaltire. Ha creato anche maleducazione, pensando al mare come luogo in cui riversare tutto. Sono lusingato di poter partecipare a questa iniziativa presentando piatti che sottolineano l’importanza della sostenibilità. Questa iniziativa offre l’opportunità di ampliare il messaggio a una platea vasta: speriamo che tutti possano partecipare e capire l’importanza di tenere il mare pulito”.

BLUE CROWDFUNDING è un progetto co-finanziato nell’ambito del Programma di cooperazione territoriale europea “Interreg Mediterranean 2014-2020”, priorità 1 “Promuovere le capacità di innovazione del Mediterraneo per sviluppare una crescita intelligente e sostenibile” della durata di 32 mesi (novembre 2019-giugno 2022), con capofila la Slovenia e un partenariato di 13 membri di nove paesi europei (Albania, Belgio, Cipro, Croazia, Grecia, Italia, Portogallo, Spagna e Slovenia). Mira a diffondere informazioni sul crowdfunding applicato all’ economia blu. Nasce dall’esigenza di aumentare l’innovazione del settore della Blue Economy nell’area del Mediterraneo attraverso l’accesso a maggiori flussi di finanziamento anche di tipo alternativo, come quello rappresentato dal crowdfunding.


Il Pelikan fa rotta sul Salone Nautico di Venezia

Garbage Group e CPN sbarcano a Venezia per presentare al mondo, nel primo evento in presenza di settore, tutte le loro novità in una cornice unica come la città lagunare

Venezia 29 maggio 2021 – Al via oggi il Salone Nautico di Venezia che si protrarrà sino al 6 giugno e, il Pelikan, il battello ecologico di Garbage Group, insieme al cantiere navalmeccanico CPN partner industriale e realizzatore delle imbarcazioni, saranno protagonisti di questo importante happening della nautica mondiale. La scia colorata delle Frecce Tricolori nel cielo di Venezia, sulle note dell’Inno d’Italia, ha dato il via ufficiale alla manifestazione promossa dal Comune di Venezia e organizzata da Ve.La Spa, in collaborazione con la Marina Militare, con l’obiettivo di, far ripartire non solo l’Arsenale di Venezia, ma anche l’economia nautica nell’anno in cui si compiono i 1600 anni della fondazione della Città.

“Un palcoscenico unico – ha dichiarato Paolo Baldoni CEO di Garbage Group – per le nostre imbarcazioni che faranno mostra di sé in una città che non ha bisogno di presentazioni al mondo intero e che ha un rapporto con il mare indissolubile. Il Salone Nautico di Venezia è il primo appuntamento di settore che è fruibile, con i corretti protocolli, in presenza, abbiamo quindi deciso di non mancare l’occasione anche per dare un segnale forte e positivo dopo questo difficile periodo contraddistinto dall’emergenza Covid che, oggettivamente, come a tutti, ci ha costretto a lavorare a “motori avanti adagio”. Ora è giunto il momento di accelerare e quindi eccoci qui per presentare le grandi novità del Gruppo: dall’innovazione dei 3 modelli del Pelikan, nelle dimensioni e tipologia di propulsione, allo sviluppo internazionale del “Sistema Pelikan”, passando per il BER – Blue Economy Research il nostro polo tecnologico-scientifico per la ricerca e lo sviluppo di progetti per la pulizia dei mari e la lotta all’inquinamento, fino ad arrivare al recentissimo progetto Blue Resilience inerente alle operazioni di bonifica e pulizia di mare e spiagge nelle aree soggette a tutela e protezione come i Parchi Naturali”.

Le aziende anconetane potranno essere visitabili presso lo stand nell’Arsenale – padiglione TESA 92, mentre il Pelikan sarà ormeggiato presso la Darsena grande pontile P3.


Il Pelikan pesca un flacone di plastica vecchio di 50 anni

È il Polivetro Sidol, brevettato nel 1955, pubblicizzato su Carosello e molto utilizzato a cavallo degli anni ‘50 e ‘70

Ancona 05 gennaio 2021 – Sì, è proprio lui, un flacone di Polivetro Sidol, quello ripescato questa mattina dal Pelikan all’interno dello specchio acqueo del Porto di Ancona. Prodotto di largo consumo tra la metà degli anni ’50 e ‘70 e, pubblicizzato già a partire dalla seconda metà degli anni ’60 su Carosello, il detergente è uscito di produzione sul finire degli anni’70 e, da lì in poi, si sono perse le tracce di questo marchio commerciale. “La plastica è anche “capsula del tempo”, probabilmente la peggiore e più pericolosa di sempre – ha dichiarato Paolo Baldoni CEO di Garbage Group – proprio a causa della sua particolarissima durabilità. Ritrovare un flacone come questo a chi, come me, ha qualche capello bianco può sembrare assurdo, ma la cosa ancora più grave è che un prodotto di questo genere può resistere tra i 400 e 500 anni in mare. Fermo restando che al momento è difficile capire, senza approfondite analisi, da quanto tempo questo contenitore era in acqua, la cosa che più colpisce è come l’inquinamento da plastiche si ha sempre e solo a causa del mancato corretto conferimento e conseguente riciclo. Arginare e controllare questo fenomeno è un dovere morale per ognuno di noi. Continuando di questo passo e senza le adeguate accortezze gli archeologi del futuro baseranno il loro lavoro su ritrovamenti di questo genere, un lavoro ingrato e che mal qualificherebbe questa nostra generazione che può, con le adeguate tecnologie porre fine a questo scempio”.


Green Plasma sbarca ad Ancona

L’innovativa tecnologia per combattere l’inquinamento delle plastiche in mare.

Ancona 1 Dicembre 2020 – Oggi, presso il Porto di Ancona, si è avviata la sperimentazione del dispositivo Green Plasma progettato e realizzato da IRIS per produrre energia pulita dai rifiuti raccolti in mare.

Il dispositivo Green Plasma si basa sull’utilizzo della tecnologia di conversione termochimica che, grazie alle alte temperature raggiunte (con l’opzione plasma si possono raggiungere anche 5000° gradi), consente di trasformare in gas qualsiasi composto organico, separandolo dalla matrice inorganica. Il processo di trattamento è molto efficiente e produce un syngas molto ricco di idrogeno (>40%) facilmente convertibile in energia elettrica.

L’impianto può trattare 100 kg al giorno di plastica raccolta in mare, è molto compatto, può essere montato a bordo di piccole imbarcazioni ed essere utilizzato per la pulizia delle aree portuali.

Dopo mesi di test condotti in laboratorio e le prove sperimentali condotte nei mesi di luglio e settembre, presso la Stazione Marina dell’Istituto IAS-CNR di Genova per validare la tecnologia sino alla maturità, adesso il Green Plasma avvia una nuova fase sperimentale proprio a bordo di un’imbarcazione del CNR e, per farlo, ha scelto il Porto di Ancona che è un punto di riferimento nel Mediterraneo per la Blue Economy.

L’intera operazione è resa possibile grazie alla preziosa collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente (DiSVA) dell’Università Politecnica delle Marche, da anni in prima linea a livello nazionale e internazionale sui temi della sostenibilità e della tutela dell’ambiente marino e in particolare sugli effetti dell’inquinamento da plastiche. Su queste tematiche vi è una intensa collaborazione tra IRIS e DiSVA: quest’ultimo sta coordinando un consorzio di 14 Istituti Europei impegnati proprio nel valutare il rischio delle microplastiche negli ambienti marini, ed IRIS dialoga da tempo per portare il proprio contributo con soluzioni tecnologiche innovative per l’economia circolare, proprio come il Green Plasma che consente di produrre energia elettrica dalle plastiche raccolte in mare.

Un contributo fondamentale per la sperimentazione del Green Plasma è stato fornito dall’Istituto IRBIM-CNR di Ancona, anch’esso tradizionalmente legato alle tematiche di salvaguardia dell’ambiente marino, e che ha messo a disposizione la propria imbarcazione.

L’installazione del dispositivo è frutto inoltre della partnership con Garbage Group, basata ad Ancona, ma impegnata a livello internazionale sulla salvaguardia dell’ecosistema marino e sulla pulizia dei mari.

Alla conferenza stampa odierna, presso il Porto di Ancona, hanno partecipato: il Comandante del porto di Ancona, Contrammiraglio Enrico Moretti, il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, Rodolfo Giampieri, il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche Prof. Gian Luca Gregori, il Direttore DiSVA-UNIVPM, Prof. Francesco Regoli, il Direttore dell’Istituto IRBIM-CNR, Gian Marco Luna, l’Amministratore Delegato di IRIS, Manuel Lai e l’ Amministratore Delegato di Garbage Group, Paolo Baldoni.

DICHIARAZIONI

“La sperimentazione odierna raffigura il frutto della sinergia tra Amministrazioni pubbliche e private che, di concerto con gli Istituti di ricerca e le Università, vero volano della ricerca del Paese, hanno sviluppato un modello di economia circolare – afferma il Comandante del porto di Ancona, Contrammiraglio Enrico Moretti – che dal recupero dei rifiuti plastici genera e sviluppa energia pulita a tutto vantaggio dell’ambiente e dell’ecosistema. La tematica ambientale rappresenta un cardine fondamentale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera che, con il progetto #PlasticfreeGC, campagna promossa su mandato del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, si è posto e si pone lo scopo di sensibilizzare in particolar modo i giovani sui temi della tutela dell’ambiente, con specifico riguardo alla lotta alla dispersione delle plastiche in mare, a favore delle generazioni attuali e future del pianeta”.

“Il porto di Ancona si conferma, con il sostegno a questo progetto, polo dell’innovazione tecnologica della blue economy – afferma Rodolfo Giampieri, Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale -, ruolo che abbiamo sempre cercato di ricoprire convinti che solo la tecnologia avanzata troverà le soluzioni adatte al miglioramento ambientale. Dall’incontro fra il mondo della ricerca e quello delle imprese nasce così un circuito virtuoso per esaltare innovazione e sostenibilità”.

“Il mare è un bene comune, ha assorbito finora il 30% di gas serra emessi e produce il 50% dell’aria che respiriamo. Il mare è anche una risorsa preziosa – afferma il Rettore Prof. Gian Luca Gregori – determinante per moltissimi settori, da tutelare. Per questo grazie ai tanti progetti di ricerca che l’Università Politecnica delle Marche sta realizzando, di natura multidisciplinare, mettiamo al centro sia la tutela della salute del mare che lo sviluppo della Blue Economy. La ricerca è un motore fondamentale per la crescita e il benessere di tutti. È possibile agire in modo strategico, mettendo in connessione diversi settori legati al mare e attraverso le innovazioni tecnologiche perseguire come dimostrato da Green Plasma, l’obiettivo della salvaguardia dell’ambiente marino”.

“Studi condotti dai nostri ricercatori a bordo dei pescherecci operanti in Adriatico – afferma Gian Marco Luna Direttore f.f. del nuovo Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine del CNR – hanno mostrato che sui fondali adriatici sono depositate migliaia di tonnellate di rifiuti, molti dei quali plastiche. Questo dispositivo rappresenta una importante innovazione verso la possibile bonifica dei nostri fondali, potenzialmente in grado di rimuovere e valorizzare rifiuti plastici che rischiano, insieme ad altri inquinanti che trasportano, di finire sulle nostre tavole attraverso processi di frammentazione e magnificazione lungo le reti trofiche marine. Su questo tema, IRBIM CNR è impegnato in numerosi progetti che riguardano la caratterizzazione e comprensione della dimensione dell’inquinamento da plastiche nei nostri mari e nei suoi organismi, ma anche lo sviluppo di best practices e materiali alternativi alle plastiche nella pesca e nell’acquacoltura”

“Per molti anni abbiamo ritenuto che la plastica fosse un inquinamento solo estetico, qualcosa che rovinava la bellezza del paesaggio. Oggi sappiamo – afferma il Prof. Francesco Regoli Direttore DiSVA Univpm – che questo materiale si degrada lentamente in particelle microscopiche, invisibili ad occhio nudo, e che ritroviamo all’interno di tutti gli organismi marini, dal plancton ai grossi predatori terminali. Queste particelle possono portarsi dietro sostanze tossiche ed hanno effetti subdoli, difficili da diagnosticare ma che certamente possono avere effetti sullo stato di salute degli organismi. Sui rischi indotti dalle microplastiche nell’ambiente marino, l’Università Politecnica delle Marche sta coordinando un grande progetto europeo che vede coinvolti ben 14 Istituti diversi. Soluzioni come quella proposta da IRIS possono rappresentare un’innovazione importante che aiuta a coniugare recupero con riutilizzo di questi rifiuti, ma anche ad aumentare la consapevolezza su questa importantissima tematica ambientale.”

“Oggi è un giorno importante per IRIS perché il nostro dispositivo Green Plasma viene, per la prima volta, montato a bordo di un’imbarcazione. È un ulteriore passo avanti lungo il percorso di ricerca e sviluppo che la nostra azienda porta avanti dal 2012 – commenta Manuel Lai, Amministratore Delegato di IRIS -. Pur consapevoli della necessità di prevenire e ridurre alla fonte la quantità di rifiuti prodotti, siamo orgogliosi di dare il nostro contributo con una soluzione di piccola scala, molto efficiente, capace di offrire una soluzione adatta anche alle aree più distanti dall’attuale infrastruttura di raccolta e trattamento, quali, ad esempio, piccoli porti turistici o le aree marine protette. Ad Ancona abbiamo trovato un team esperto e molto professionale con cui avviare un solido percorso condiviso”.

“Quella di oggi è una giornata molto importante per il nostro Gruppo – ha sottolineato Paolo Baldoni CEO di Garbage Group – per due motivi ben precisi. Il primo è relativo al balzo tecnologico che la nostra imbarcazione compie proprio a chiusura di questo 2020 e, quindi, di poter mettere sul mercato una nuova tipologia di Pelikan che può utilizzare la tecnologia messa a punto da IRIS. Questo si va ad inserire all’interno del processo di sviluppo che il nostro gruppo, ormai da anni, sta portando avanti nel campo del disinquinamento marino che prevede, nei prossimi anni, di gestire migliaia di barche in tutto il mondo. La seconda cosa che voglio sottolineare è che il BER – Blue Economy Research, Il Polo Tecnologico Scientifico che si occupa di ricerca e sviluppo di soluzioni fattive nel settore del disinquinamento a mare, inaugurato a fine luglio di questo anno, sta generando i primi risultati, grazie alla collaborazione di partner come l’Università Politecnica delle Marche e il CNR – IRBIM, che da tempo credono in questo progetto che farà di Ancona e il suo Porto un punto di riferimento nel Mediterraneo nel settore della Blue Economy”.


Nasce ad Ancona il BER: Blue Economy Research

Nasce ad Ancona il BER: Blue Economy Research

Ricerca e innovazione nel settore della Blue Economy, le Marche, Ancona e il suo Porto al centro dello sviluppo e innovazione nel settore del disinquinamento a mare

È stata inaugurata ieri mattina a Marina Dorica nel Porto di Ancona la sede BER Blue Economy Research il Polo Tecnologico Scientifico che si occuperà di ricerca e sviluppo di soluzioni fattive nel settore del disinquinamento a mare.  Ancona e il suo Porto si candidano oggi come punto di riferimento nel Mediterraneo per la innovazione nel settore della Blue Economy con una struttura, il BER, che, al momento, vede la collaborazione di partner pubblici di spessore come l’Università Politecnica delle Marche e il CNR – IRBIM da un lato, e aziende private come Garbage Group e CPN che vantano decenni di esperienza nel settore.

L’evento di inaugurazione, molto partecipato, ha visto la presenza e gli interventi di: Valeria Mancinelli Sindaco di Ancona, C.A. Enrico Moretti Direttore Marittimo delle Marche e Comandante del Porto di Ancona, Rodolfo Giampieri Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, Francesco Regoli Direttore Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente Università Politecnica delle Marche, Gian Marco Luna Direttore CNR – IRBIM , Carlo Baldocci Ambasciatore d’Italia in Kuwait, Leonardo Zuccaro Direttore di Marina Dorica e di Monsignor Angelo Spina Arcivescovo di Ancona – Osimo.

“L’inaugurazione di oggi è il risultato di un percorso iniziato a fine settembre del 2019 – ha dichiarato Paolo Baldoni CEO di Garbage Group – con la sigla di un protocollo di intesa fatto con l’Università Politecnica delle Marche. A questa, nel mese di gennaio 2020, è seguita una nostra prima missione in Kuwait dove abbiamo partecipato al workshop “THE ITALIAN WATER MANAGEMENT CAPACITY ON PORTS AND WATER DEPOLLUTION” il primo evento di questo genere realizzato nel Paese che si affaccia sul Golfo Arabico. A marzo 2020 in pieno lockdown abbiamo siglato un secondo protocollo di intesa, questa volta con il CNR – IRBIM. A fine giugno abbiamo donato al Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente Università Politecnica delle Marche Moby Litter la balena in metallo simbolo iconografico che sottolinea l’importante azione di ricerca che l’Università Politecnica delle Marche sta facendo per la tutela del mare. Quattro tappe fondamentali che ci hanno portato all’apertura di questa struttura. Non un punto di arrivo, ma di partenza perché proprio da qui si inizia un nuovo percorso che, in un prossimo futuro, porterà benefici fattivi alla salute del mare, ma anche alla Blue Economy e all’occupazione ad essa legata. Un comparto il nostro, che ha previsioni di crescita a doppia cifra. Anche solo pensando al “Sistema Pelikan” le stime fanno prevedere la produzione nei prossimi 5 anni di circa 1.000 imbarcazioni dotate di almeno 2 uomini di equipaggio da distribuire su tutto il pianeta”.

“È bello vedere che la Blue Economy non è solamente uno slogan – ha dichiarato Valeria Mancinelli Sindaco di Ancona – mi inorgoglisce vedere come la nostra città riesca a dare alla luce progetti come questo che mettono in risalto le capacità delle nostre imprese e dei nostri poli di ricerca”.

“La nostra è una sfida per mantenere i risultati fino qui ottenuti sulla tutela del mare e se possibile migliorarla – ha sottolineato C.A. Enrico Moretti Direttore Marittimo delle Marche e Comandante del Porto di Ancona – unendo le nostre competenze a quelle che si creano oggi e che possono essere salutate con piacere per sviluppare una Blue Economy che non sia solamente un’etichetta, ma un reale volano economico”.

“La Blue Economy è economia reale – ha rimarcato Rodolfo Giampieri Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale – e con il BER oggi si sta facendo questo. Il Porto di Ancona e la città possono diventare un laboratorio esteso per le scoperte e le innovazioni nel settore del disinquinamento marino”.

“In questo settore si ricerca moltissimo – ha dichiarato Francesco Regoli Direttore Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente Università Politecnica delle Marche – ma sappiamo ancora molto poco e il lavoro da fare è ancora tantissimo. Blue Economy Research sono 3 termini fondamentali per il nostro ateneo e nei prossimi anni saranno tanti i corsi didattici e le indagini orientate su questo settore”.
“Marina Dorica è pronta sul piano ambientale – ha sottolineato Leonardo Zuccaro Direttore di Marina Dorica – tanto che è già certificata ISO 14001. Una perla del territorio e una struttura come il BER trova qui la sua collocazione naturale”.

“È un piacere essere qui oggi – ha dichiarato Gian Marco Luna Direttore CNR – IRBIM – e noi abbiamo subito sposato questa iniziativa e metteremo, già da oggi, a disposizione le nostre competenze all’interno del BER perché ad Ancona c’è il terreno fertile per far crescere qualcosa di Blu”.

“Sono qui oggi a salutare questa iniziativa in quanto già a gennaio ho avuto modo di collaborare con questa struttura a quel tempo in embrione – ha sottolineato Carlo Baldocci Ambasciatore d’Italia in Kuwait – e a breve nuove sinergie saranno sviluppate. Nella seconda parte del 2021 proporremo un secondo workshop sull’inquinamento del Golfo Arabico e vi invito già da ora ad essere presenti perché l’Adriatico è simile al Golfo Arabico e il vostro contributo può rappresentare il valore aggiunto a questa importante iniziativa”.
L’inaugurazione si è conclusa con la benedizione di Monsignor Angelo Spina Arcivescovo di Ancona – Osimo che ha ricordato come Papa Francesco inviti sempre tutti a custodire l’ambiente e il pianeta tanto in terra che in mare.


Porto di Ancona, disinfezione e decontaminazione certificata Covid Free, riapre il CPN

Porto di Ancona, disinfezione e decontaminazione certificata Covid Free, riapre il CPN

Porto di Ancona, disinfezione e decontaminazione certificata Covid Free, riapre il CPN

Garbage Group e CAE due aziende anconetane in sinergia per far ripartire le attività imprenditoriali marchigiane con un sistema certificato Covid Free

Paolo Baldoni: “Strumento innovativo garantito dalla certificazione”

Stefano Virgulti: “Il risultato dei tamponi disponibile nell’arco di 24/72 ore”

Massimo Belardinelli: “È necessario riavviare la produzione, ma garantendo salute e sicurezza di tutti gli addetti”

Ancona 19 aprile 2020 – Riaprirà domani al Porto di Ancona il cantiere navale CPN dopo che è stato effettuato da parte di Garbage Group in sinergia con il Centro Assistenza Ecologica – CAE un’importate azione di disinfezione e decontaminazione certificata Covid-Free. Un sistema innovativo e tutto made in Marche progettato e messo in pratica da Garbage e CAE per contrastare e prevenire la diffusione e il contagio del Covid-19 negli ambienti di lavoro ed agevolare la ripartenza di tutto il sistema economico del Paese garantendo salute e sicurezza per tutti gli addetti.

“Abbiamo messo a sistema le nostre competenze per poter dare delle risposte certe ed immediate per tutti coloro che debbono ripartire nelle proprie attività – ha dichiarato Paolo Baldoni CEO di Garbage Group – con uno strumento estremamente innovativo che consente alle imprese italiane di abbattere il rischio di diffusione del virus SARS-CoV-2 all’interno degli ambienti di lavoro e di conformarsi alla normativa vigente adottando un sistema di gestione pensato ad-hoc, e del quale concetti come distanziamento sociale, sanificazione degli ambienti e gestione dei DPI rappresentano solo la base di partenza”.

“Abbiamo messo in pratica questo nuovo sistema di disinfezione e decontaminazione – ha sottolineato Stefano Virgulti responsabile sezione ambiente CAE – eseguendo alcuni tamponi presso lo stabilimento del cantiere navale CPN. Dal punto di vista operativo abbiamo fatto delle analisi a tampone post intervento al fine di verificare la presenza del Covid – 19 nelle aree oggetto della disinfezione. I rapporti di prova dei tamponi sono disponibili nell’arco di 24/72 ore. Inoltre, durante l’intervento, abbiamo fatto un test bioluminometrico che ha evidenziato dei valori estremamente bassi, praticamente nulli, che è sempre un ottimo segnale per le analisi successive”.

“È necessario ripartire – ha chiosato Massimo Belardinelli Amministratore Delegato di CPN – ma mettendo al centro della nostra attività la salute e la sicurezza di tutti noi che lavoriamo in azienda. Il sistema proposto da Garbage e CAE garantisce al 100% questa necessità che è oggi la cosa più importante per poter riavviare la nostra produzione”.